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Dai cammelli agli elefanti: viaggio responsabile

Oltre i numerosi siti architettonici e culturali, ogni Paese ci affascina in modo singolare per flora e fauna. Eppure, la fauna, gli animali insomma, non vengono effettivamente ammirati nella loro selvaggia natura.

Il tutto con dichiarato amore per quest’ultima; ma puoi dire di amare gli animali, se contribuisci al loro sfruttamento? Per cosa, poi? Per una manciata di like in più? Per un egoistico ricordo da attaccare in camera?

Quanto pensate possa essere contento un mulo di trainare un essere umano sovrappeso per 900 scalini? Succede tutti i giorni in Giordania.

Quanto può essere contento un elefante di vivere in uno spazio ristretto ed essere liberato solo nel momento in cui devono essere accompagnati dei turisti? Succede tutti i giorni in India e Indonesia.

E una tigre di essere drogata per apparire come un amabile gattino nelle foto di coppia? Succede tutti i giorni in Thailandia e Messico.

Chiaramente sono alcuni piccoli esempi. Lo sfruttamento degli animali a scopo di lucro è ahimè usanza nota in quasi tutti i Paesi, basti pensare al classico circo che arriva in città.

Comunque possiamo orgogliosamente annunciare che qualche passo per i diritti degli animali viene effettuato ogni giorno grazie alle battaglie animaliste, ma contribuire a fare la differenza è un qualcosa che possiamo fare tutti, accendendo la consapevolezza e spegnendo la continua spettacolarizzazione.

Insomma, dovremmo essere più consapevoli e responsabili, e meno egocentrici, che questo Pianeta non è stato creato solo per noi. Siamo stati solo più fortunati nell’evoluzione intelligente!

Viaggiare responsabilmente è possibile.

Ci tengo anche a sottolineare che non tutti i santuari utilizzano dei metodi violenti. Esistono infatti dei veri e propri ospedali per animali, accessibili ai visitatori, in cui oltre che osservarli, si può contribuire alla loro salvezza e riabilitazione in natura.

Vi segnalo il Progetto Elephant Valley in Cambogia, con i più elevati standard di benessere degli animali, gli animali possono essere effettivamente unicamente osservati, è vietata qualsiasi interazione ravvicinata. Al Phuket Elephant Sanctuary è invece possibile interagirci, dando loro da mangiare.

Una lista completa dei santuari per elefanti che utilizzano metodi etici è disponibile sul sito www.responsibletravel.com dove è possibile anche proporsi per fare del volontariato. Insomma, viaggiare entrando in contatto responsabilmente con gli animali è fattibile, basta informarsi, e nel 2019 l’inconsapevolezza di certe tematiche non è giustificabile!

Passiamo ora a cavalli e cammelli. Reduce dal viaggio in Giordania, non posso non soffermarmi sull’argomento. Citando questo articolo del Corriere.it che mostra il loro maltrattamento nei siti turistici egiziani, provo a sensibilizzare le vostre decisioni future. Io l’ho percepita la sofferenza comunicata dai loro musi tristi, l’ho visto con i miei occhi quanto fossero spaesati mentre trainavano carrozze o affrontavano km di scale con turisti e merci in groppa. Ho visto il loro timore e la disumanità con cui venivano frustati.

Fortunatamente non tutti coloro che fanno della proprietà di queste bestie la loro fortuna, mostrano tanta crudeltà. E’ facile anche incontrare chi rispetta maggiormente la loro libertà, chi evita la loro malnutrizione e lascia loro liberi per la maggior parte del tempo, o dispone più volte le file, per permettere a chi è appena tornato dal giro di riposare.

Comunque sono curiosa di leggere qualche commento riguardo le vostre esperienze, segnalazioni, o ancora meglio recensioni a favore di chi effettivamente segue un comportamento più o meno etico. E’ vero che chi lavora con gli animali probabilmente non ha altre fonti di guadagno disponibili alla sopravvivenza, ma la vita è fatta di scelte, e noi possiamo scegliere chi arricchire, chi premiare. Possiamo essere il loro karma.

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