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Viaggio low cost alle Maldive: il mio viaggio a Ukulhas

Quando elenco i Paesi da me visitati, al sentir nominare le Maldive non mancano mai le seguenti esclamazioni: “beata te!”, “ma ci vogliono i soldi!”, “chissà il costo!”.

ALT. E se vi dicessi che il sogno maldiviano l’ho vissuto low cost? Ebbene si, visitare le Maldive senza spendere cifre esorbitanti è possibile, l’unico compromesso è il rispetto di una cultura differente dalla nostra!

Le Maldive, il tanto ambito arcipelago dell’Oceano Indiano, si dividono in isole private, e non. Nelle prime troverete le mega strutture da sogno dei vari resorts, che conosciamo bene grazie alle foto condivise dalle instagram celebrities, nelle seconde troverete le vere Maldive, nei suoi usi e costumi.

Complice l’offerta proposta da Alitalia, io e il mio fidanzato decidemmo di dedicarci una vera vacanza, così optammo per le Maldive. Trovammo un’interessante guest house nell’isola di Ukulhas; non avevo mai sentito il nome di quest’isola, ma le foto prodotte dalla ricerca immagini di google mi aveva convinta. Ukulhas sarebbe stata la nostra meta!

Abbiamo alloggiato presso l’Holiday Haven Ukulhas, una struttura davvero bella e comfortevole dotata di sole 4 camere, ciò ha garantito un’ambiente di puro relax. Nella struttura abbiamo potuto provare la tipica colazione maldiviana: il Mashuni, un mix di tonno, cipolla e cocco, una pietanza che ti porti su per tutta la giornata, sapori ben differenti dal dolce/salato che siamo abituati in Europa, ma che sicuramente vale la pena provare!

Ukulhas è un’isola di pescatori, è dunque varia la scelta del pesce. Mi è piaciuta molto la formula adoperata da alcuni ristoranti, questi infatti richiedevano un preavviso qualora si desiderasse un certo tipo di pesce, in modo da servirlo innanzitutto fresco, e senza inutili sprechi. A non essere effettivamente locale era invece il cocco:  il preavviso , in questo caso, serviva per poterlo importare da altre isole vicine. Uno speciale occhio di riguardo per un ristorantino di proprietà thailandeseSea la vie“, a discapito delle abilità culinarie dei maldiviani, è stato il posto che meglio ha soddisfatto i nostri palati.

All’inizio dell’articolo ho accennato il rispetto nei confronti della popolazione locale, infatti trattandosi di un luogo di culto musulmano, è bene adottare un abbigliamento consono quando ci si aggira per le strade, in spiaggia non ci sono restrizioni, è  già divisa con delle insegne per raggruppare turisti da una parte e locali dall’altra. Nelle guest houses, nei ristoranti e nei mini market non troverete traccia d’alcol. E’ permesso solo nei resort situati nelle isole private, prendetela come un’occasione detox!

Non poteva per me mancare la visita all’ospedale, chiaramente non era nei piani, ma se un pesce poco simpatico doveva imbattersi contro qualcuno, quel qualcuno non poteva che essere Serena! Il mio parere sulla sanità non può essere effettivamente messo sulla linea degli altri, proprio quel giorno venne in visita l’appena eletto Presidente, e l’agitazione faceva sovrana sugli animi del personale, diciamo che passai decisamente in secondo piano.

Comunque sono tornata in Italia sana e salva, e con il senno di poi vi dico: non fate snorkeling senza indossare le pinne!

 

Aggiornamento: su richiesta, per rendere concreta la mia affermazione di low cost, vi lascio le cifre spese per la prenotazione di questo viaggio.

VOLO ALITALIA Bologna-Roma/Roma-Malè 600 EURO A/R (a persona)

STRUTTURA camera matrimoniale, 7 notti (colazione inclusa) 312 EUR

Totale a persona: 756.

Ne approfitto per dirvi di tenere sotto controllo i voli (www.skyscanner.com) , perché non è difficile trovare voli con questa cifra dimezzata, e si, parlo di ALTA STAGIONE!

Buona fortuna e buone Maldive!

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