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India, da New Delhi a Rishikesh in solitaria

Vedere il Taj Mahal, una delle sette meraviglie con i propri occhi, approfondire studi ayurveda, o partecipare ad autentiche lezioni di yoga. L’India ne ha per tutti: per i curiosi, per gli sportivi, per gli esploratori. Ne ha davvero di tutti i colori – e a proposito, chi non vorrebbe almeno una volta partecipare all’Holi Festival?

Oggi voglio finalmente parlarvi della mia esperienza di viaggio in questa meravigliosa terra: la “mia India” in due settimane. Appena tornata in Italia siete stati in tanti ad avermi domandato come muoversi in questo paese, a maggior ragione vista la mia esperienza in solitaria.

Viaggiare in India da sola

Consigliare l’India come meta turistica? Beh, se siete persone che desiderano il 100% del comfort troverete sicuramente delle strutture adatte alle vostre esigenze, ma penso non sia questo lo spirito con cui fare un biglietto per questa destinazione. Qui verrete catapultati in un mondo totalmente differente da come siamo abituati a vivere noi occidentali. Dovrete aprire tanto la mente, quanto gli occhi. Ci saranno momenti in cui odierete tutto quello che avete attorno, per poi soffrire di “mal d’india” al vostro ritorno. Insomma, è una meta che difficilmente dimenticherete.

L’India è un forte e continuo contrasto.

La mia esperienza in India

Ci sono numerosi aspetti che avrei voluto vivere diversamente: sarei voluta essere più avventuriera, più autonoma. Invece, ammetto di essermi affidata a un’agenzia locale. Dopotutto è il primo viaggio fuori dall’Italia che intraprendo in solitaria, e per questa volta mi giustifico.

E’ obbligatorio il vaccino in India? Beh, è consigliato, ma se viaggerete in una stagione diversa da quella dei Monsoni, e non vi avventurerete in villaggi sperduti, per quel che mi riguarda, secondo la mia esperienza personale, potrete stare tranquilli. Certamente dovrete fare attenzione, ma questo ovunque andiate! Disinfettante mani sempre con voi, e non esagerate con lo street food!

Mangiare in India :  Tra me e il cibo indiano c’è un folle amore. Le spezie sono tra gli ingredienti della mia felicità. Il menù vegetariano fa parte della cucina indiana. Al contrario, se siete carnivori dovrete accontentarvi del pollo, le vacche sono sacre!

IL MIO ITINERARIO IN BREVE:

Rajashtan e Rishikesh in solitaria

  • giorno 1 – arrivo a Delhi. Qua, tra una rinfrescata e un po’ di orientamento, sono riuscita solo a vedere il Raj Ghat, memoriale di Gandhi con immenso parco a lui dedicato, il Sikh Temple, anche chiamato Golden Temple – da non confondere con quello di Amritsar (in Punjab), una struttura degna dei palazzi orientali rappresentati dalla Walt Disney, con la particolarità di un’area sottostante dedicata all’altruismo: qua chiunque può mangiare o solamente prestare il proprio tempo per cucinare il chapati (il tipico pane indiano). Per concludere la giornata ho visto l’Indian Gate – il memoriale di guerra: ricorda i soldati indiani caduti nella prima guerra mondiale, e nella terza guerra anglo-afghana, la passeggiata per arrivarci è caratterizzata da un vivace mercato di street food, souvenir, e… cani randagi!
  • giorno 2 – da Delhi ad Agra, al contrario di quanto possiate immaginare, non mi sono diretta subito verso il Taj Mahal, ma l’ho visto in lontananza dalle finestrelle del Forte Rosso, e subito dopo ho fatto visita al meno affollato Baby Taj: la tomba di Itimad-ud-daulah.
  • giorno 3 – Ore 06.30 am, ho assistito all’alba più fiabesca della mia vita: finalmente il Taj Mahal! Inutile descrivere l’incanto che avvolge la struttura. Agra città: non un granchè. Se avete tempo dedicatevi a un bel tour del Rajashtan. Prima di mettermi in viaggio verso Jaipur ho fatto tappa a Fatehpur Sikri, altro interessante sito lasciatoci dalla dinastia Moghul.
  • giorno 4 – interamente dedicato a Jaipur (e non è stato abbastanza!) – City Palace, Hawa Mahal, Amber Fort, Jal Mahal e diverse boutique dove viene mostrata la lavorazione artigianale di pietre preziose (Jaipur ne è la patria!). L’interessante chicca che posso lasciarvi sul City Palace – palazzo reale – è che la famiglia reale vive ancora lì, e ne ha fatto della propria casa un’attrazione turistica come fonte di guadagno; pagando una quota aggiuntiva al biglietto base sarà infatti possibile accedere alla parte viva del palazzo, ma non è la loro unica entrata: spesso l’androne del palazzo viene affittato per celebrare i matrimoni – gli indiani sono infatti disposti a spendere cifre esorbitanti per il loro grande giorno!
  • giorno 5: un lungo viaggio sull’alta velocità indiana – Delhi/Haridwar per poi proseguire con taxi fino a Rishikesh. Importante nota positiva sul servizio ferroviario: il masala chai (tea indiano) è stato servito 4 volte durante tutto il viaggio, insieme a pasti completi e acqua da 1l e mezzo! Lo ammetto: non me l’aspettavo!
  • giorno 6…. finalmente Rishikesh! Qui è iniziato un altro viaggio. 7 giorni senza connessione a internet, ma in grande connessione con la natura: il mio primo ritiro di yoga e meditazione, ma di questo ve ne parlo in maniera più approfondita QUI.
  • giorno 13 Finito il programma del ritiro, si scende in città: Rishikesh è ben riconoscibile grazie ai due ponti paralleli, sospesi sul Gange – il Ram Jhula e il Lakhsman Jhula. Prima di lasciare la città sono riuscita ad assistere al Pooja sulla riva del Gange; qui, nonostante sia agnostica, mi sono sentita avvolta da una bellissima energia. Ammetto che l’induismo, per certi versi, è davvero una religione affascinante!

Vuoi condividere la tua esperienza in India? Sono curiosa di leggerti, lasciami un commento! 

Namaste,

Serena

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1 Comment

  1. This blog was… how do I say it? Relevant!! Finally I’ve found something which helped me.

    Thank you!

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